Il suo fabbricato viaggiatori sorge nella parte orientale della centralissima Piazza Arnolfo; si tratta di una costruzione molto graziosa posta parallelamente ai binari di corsa. Alla sua inaugurazione il piano di stazione era composto da quattro binari passanti e da un tronchino accanto al magazzino merci (lato nord rispetto al F.V.). I binari si raccoglievano alle spalle del "Ponte dei Sospiri" in un binario unico. Da qui un'altro deviatoio creava un raddoppio che proseguiva per qualche decina di metri verso una tettoia. Due dei quattro binari di stazione erano parzialmente coperti da un'altra tettoia e fungevano da ricovero di carri e carrozze oltre che da fascio merci. La stazione era attrezzata con due piattaforme girevoli. Una presso la tettoia oltre il "Ponte dei Sospiri", l'altra davanti all'officina. Proprio l'officina, molto modesta, sorgeva in corrispondenza di alcuni capienti magazzini merci affittati a privati, di fronte al fabbricato viaggiatori, accanto ai due binari usati per il ricovero dei mezzi e il movimento dei carri. La stazione era dotata di sagoma limite per materiale mobile, una gru da 5 tonnellate e un serbatoio idrico in metallo, capace di contenere fino a 8 metri cubi d'acqua. Il serbatoio, insieme all'unico sovrappasso in ferro della linea, ad eccezione di tutto il materiale FCP (fornito dalla V. Mabille) furono commissionati alla ditta savonese Tardy e Benech.
Negli anni, il raddoppio con tettoia oltre il "Ponte dei Sospiri" è scomparso, lasciando un'asta di manovra. Uno dei due binari merci (binario 3) è stato rimosso ed è stata costruita una stretta e corta pensilina tra il binario 1 e il binario 2. Da ricordare inoltre che alla sua inaugurazione la FCP armò un breve raccordo per servire la ferriera Masson, pochi metri a Nord della stazione. Il binario, disattivato nel 1906, fu disarmato negli anni Dieci. Nel decennio successivo la FCP costruì due nuovi raccordi, entrambi all'altezza dell'attuale via Gramsci. Uno, composto da due binari, serviva le Vetrerie Operaie Riunite, l'altro con un semplice deviatoio in curva, l'industria Ceramiche Giachi. Il raccordo Giachi è stato poi rimosso nel 1987 mentre quello delle V.O.R. è ancora armato e si caratterizza per un interessante piano di carico gravitazionale che serviva principalmente per velocizzare e semplificare il trasbordo della pirite e delle altre merci eventualmente movimentate. Tutti i raccordi erano considerati binari di stazione.