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da Mondo Ferroviario 172 del /11/2000
Poggibonsi - Colle val d'Elsa dieci anni dopo
Riattivazione di vecchie linee
di V.Zanini
Colle -
Sono passati poco più di dieci anni da quando pubblicammo su MF n. 35 la notizia dei lavori di ammodernamento, allora in corso, sulla Poggibonsi - Colle val d'Elsa.
Breve diramazione della Empoli-Siena, chiusa nel 1987 dopo un secolo di vita assai precaria, essa sembrava finalmente destinata ad un rilancio senza precedenti, degno di una cittadina ricca di testimonianze storiche e di attività industriali come Colle, nota in tutto il mondo come "la città del cristallo".
Invece pochi anni dopo i lavori vennero sospesi, i cantieri furono chiusi e della nostra oinea non se ne parlò più, se non per prospettare lo smantellamento finalizzato alla costruzione di una strada o di una pista ciclabile.
L'area della stazione di Colle è già stata privata dei binari per consentire la realizzazione di un parcheggio sotterraneo e di una strada di scorrimento urbana.
Sulla scia del successo di riattivazioni in chiave turistica, di vecchie linee chiuse al traffico viaggiatori, come la Palazzolo - Paratico e la Ascaino - Monte Antico, sostenute rispettivamente dalla ferrovia del Basso Sebino (FBS) e dalla Ferrovia Val d'Orcia (FVO), facenti parte delle ferrovie Turistiche Italiane (FTI), nel 1997 si è loro affiancata la sezione ferrovia Colle val d'Elsa - Poggibonsi (FCP).
Nata col proposito di conservare il sedime della linea colligiana, è in attesa di tempi migliori in cui riproporre un collegamento su rotaia moderno ed economico (ad esempio come tranvia), e di valorizzarne alcune peculiarità storico tecniche, che ne faranno un prezioso reperto di archeologia industriale.
A Colle si trovano infatti ancora in opera la curva più stretta di tutta la rete FS a scartamento ordinario, con raggio di soli 100 m, ed un vecchio segnale di 2a categoria, mentre sull'intero tracciato (ad esclusione di brevi tratti d'estremità) è sempre presente il binario costruito con rotaie del tipo Rete Adriatica da 36,6 kg/m, alcune delle quali risalenti al secolo scros.
Essendo improponibile l'istituzione di treni turistici, visto lo stato di abbandono più che decennale (a differenza della FBS e della FVO, dove la sospensione del servizio ferroviario non è mai stata totale), la FCP ha studiato un progetto di servizi per diporto con draisine a motore e/o con quadricicli ferroviari a pedali, molto diffusi Oltralpe su linee dismesse.
Per sensibilizzare l'opinione pubblica sul progetto, in seguito ad una prima intesa di massima con le FS, ancora proprietarie del sedime, la FCP ha provveduto al decesplugliamento del tratto di linea compreso entro l'abitato di Colle val d'Elsa (eliminando tra l'altro i problemi igienico-ambientali provocati dall'invasione incontrollata della vetegazione), posizionandovi una draisina del 1969 tipo Fiat 500, restaurata di concerto con le FS.
Grazie alla cortese disponibilità dei proprietari, la FCP ha esposto nei locali del ristorante "Il Jolly", adiacente al binario, altri reperti ferroviari come l'apparato di manovra degli impianti (passaggio a livello e segnale) un tempo collocato nel fabbricato della stazione di Colle val d'Elsa.