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da La Nazione Siena del 12/02/2000
C'era anche lui…
di Pino Di Blasio
Siena -
C'era anche lui all'incontro romano con le Ferrovie per fare il punto sul protocollo d'intesa di maggio e sui 120 miliardi di investimenti.
Ma la cosa che più gli preme il giorno dopo è replicare all'amarezza dei sindacati che sembrano puntare l'indice contro il Comune, reo di averli lasciati soli a difendere i binari senesi.
«Vede questa lettera? E' firmata dai sindacati - spiega l'assessore all'urbanistica a Palazzo Pubblico Mario Cataldo - e correttamente ci informano delle loro proteste contro le Ferrovie.
Il fatto che non ci incontriamo o che non manifestiamo assieme a loro non significa che siamo da un'altra parte.
Il Comune e i sindacati dei ferrovieri hanno ruoli diversi, ma sono in piena sintonia sugli obiettivi da raggiungere.
Vale a dire ribaltare il concetto imperante in questo momento nei trasporti pubblici, un'aziendalizzazione e delle nuove leggi che potrebbero a trascurare le linee secondarie.
Noi vogliamo tutto l'opposto, come dipendenti e sindacati».
E la protesta del personale delle Ferrovie senesi, pronto allo sciopero per salvaguardare posti di lavoro messi a rischio, ha trovato un alleato nell'assessore al Comune.
«E' un processo che va arginato - dice Cataldo - perché comporta riduzioni di organici, meno lavoro all'officina e soprattutto manutenzioni meno importanti.
In più materiale viaggiante sempre più vecchio, qualche trucchetto sugli orari ed ecco che una linea viene continuamente penalizzata.
Noi abbiamo un'altra strategia.
Non vogliamo soltanto velocizzare e ammodernare le ferrovie senesi, vogliamo potenziarle.
Altrimenti quei 40 miliardi che la comunità è pronta ad investire serviranno solo alle Ferrovie per migliorare le linee e poterle affittare meglio».
E' un braccio di ferro che Cataldo vuole fare con le Ferrovie, puntando sul fatto che tra Comune, Provincia e Regione c'è un'intesa totale.
«Il protocollo di maggio serve per rendere competitivi i treni con la gomma, il Prusst si poggia sul fatto che i trasporti sono il volano dell'economia del territorio, il Comune sta investendo ingenti risorse sull'area della stazione e sul fiume.
Non possiamo certo parlare di grandi interventi e poi accontentarci di qualche piccola modifica nei binari e di passaggi a livello in meno».
Da qui la «lista della spesa» che gli enti locali avevano preparato dopo la firma del protocollo.
Un elenco da 176 miliardi che partiva dalle microvarianti (8 miliardi), comprendeva il raddoppio Granaiolo-Empoli (40 miliardi), più una ventina di miliardi per sopprimere i passaggi a livelli e il pezzo forte degli 80 miliardi per l'elettrificazione.
«Alt, non mi faccia dire che voglio l'elettrificazione subito - precisa Cataldo - sarebbe un errore madornale.
Ma ragiono da urbanista in questa contesa con le Ferrovie.
E penso ad un progetto complessivo che sia capace di portare le ferrovie senesi in Italia e in Europa.
Chi mi assicura che i pendolini Diesel possano entrare a Santa Maria Novella e non vengano invece dirottati su Rifredi?
Abbiamo chiesto queste cose alle Ferrovie, aggiungendo anche che gli interventi dovrebbero avere come obiettivo finale la rete totalmente elettrificata.
Siamo nella fase del progetto preliminare, che deve comprendere tutto.
Poi ci saranno tanti progetti esecutivi che arriveranno a tappe al traguardo finale».
Ci sono diversi ostacoli alla strategia senese.
Il primo sono i fondi, l'altro i rischi per il personale.
«Non servono 180 miliardi subito - insiste Cataldo - ma si potranno trovare in futuro. Anche la Provincia di Firenze, la Regione ed altri soggetti dovrebbero fare la loro parte. Sull'officina infine, penso che ci potranno essere sinergie con l'autostazione del TraIn a Piazzale Rosselli. Il 25 febbraio - conclude l'assessore - ci sarà un nuovo round. Noi puntiamo al massimo, con 40 miliardi nostri sul piatto non possiamo accontentarci».