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da La Nazione Siena del 01/07/2000

Gli sprechi non finiscono

Traforo di Maltraverso

di Alessandro Vannetti

Colle -  «Le malefatte della ferrovia Colle-Poggibonsi non si fermano al mastodontico spreco del traforo di Maltraverso. C'è anche dell'altro, a trasformare quella vicenda in una vergognosa voragine di milioni».
C'era da aspettarselo che Internet producesse l'«effetto cascata» e difatti, pochi giorni dopo la comparsa in rete di alcune pagine in cui si denuncia lo sperpero di una ristrutturazione fantasma, l'antica indignazione torna a montare e le segnalazioni si sommano. «Andate a vedere - è l'invito - ma non fermatevi alle apparenze, perchè rovi ed erbacce ormai nascondono tutto». L'abbiamo fatto e il risultato è stato sorprendente. Un chilometro fuori Colle, in direzione di Poggibonsi, c'è un sottopasso pedonale che passa sotto i binari ed esce nei pressi della Cappellina di Vallebona. Fu scavato nel periodo del traforo di Maltraverso, ma a differenze di questo fu finito eccome. L'invito diceva il vero: l'entrata è invisibile, tanto è fitto l'intrico di rovi, erbacce e cespugli. Una volta 'disboscato', però, ecco il monumento allo spreco: due rampe di una ventina di gradini l'una, che scendono fino a 5 metri sotto terra e sono unite da un tunnel di una decina di metri; le pareti sono devastate dall'umiditò, ma si vede ancora che erano state tinteggiate, tutti i gradini erano stati rivestiti di gomma antiscivolo e un doppio corrimano per rampra completa l'opera. Il tappeto vetri rotti, ferracci e sudiciume è troppo spesso per riportare alla luce il pavimento, ma c'è da credere che anche quello sia stato completato. All'altra uscita l'intrico è ancora più fitto e si deve uscire da dove siamo entrati, posizione ideale per accorgersi di una ringhiera in ferro che sormonta un muretto. Quanto sia costato è un mistero, ma la domanda è un'altra: perchè?


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