Nazione 14/04/2001 Linee
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da La Nazione Empoli del 14/04/2001

In un attimo, la tragedia. …

Certaldo -  Tutta colpa di uno strano passaggio a livello con un'Alfa 75 che dopo un paio di manovre s'era fermata sui binari proprio nel momento in cui sopraggiungeva il treno.
Teatro della disgrazia la linea ferroviaria Empoli-Siena nel comune di Certaldo quasi al confine con quello di Castelfiorentino. A perdere la vita era stato Silvano Cipollini, 61 anni, falegname, che abitava in via Livornese a Ponte a Elsa, ma l'aspetto forse più inquietante della vicenda arrivò quando apparve anche possibile una qualche responsabilità del nipote, Luca Cipollini, all'epoca appena diciannovenne, che viaggiava sull'Alfa condotta dallo zio. Ebbene la dottoressa Sabina Gallini, giudice del tribunale di Empoli, dopo aver ricostruito nei minimi dettagli quell'impatto mortale fra l'auto e il treno, ha scagionato nel modo più assoluto il giovane, che poteva essere ritenuto responsabile di un avvertimento tardivo del treno che stava per travolgere l'auto dello zio.
In effetti, secondo il giudice ogni eventuale colpa della tragedia può essere eventualmente dirottata solo sul pericoloso sistema di gestione e controllo di quel passaggio a livello che serve per poter proseguire lungo via Pian di Sotto. Il sistema non è né automatico, né guidato da una qualche stazione vicina. Bensì è chiuso con un lucchetto, la cui chiave viene affidata abitudinariamente a chi abita lì accanto e dunque possa aver necessità di passare. Solo che quella mattina del 15 settembre '98 attorno alle 10 il recuperare quella chiave per superare l'ostacolo del passaggio a livello non fu cosa facile, perché c'era un trasloco in corso e colei alla quale era stata affidata dalle ferrovie dello stato l'aveva a sua volta ceduta. Era stato Luca Cipollini ad andarsela a cercare e far alzare le sbarre, con lo zio che all'improvviso s'era trovato in difficoltà sulla salitella che portava ai binari, con l'auto che dopo essere tornata indietro e poi finalmente ripartita, s'era praticamente arrestata proprio sui binari un attimo prima che arrivasse il treno e lo travolgesse, facendo schizzare l'Alfa nei campi e il conducente fuori dall'abitacolo. Subito soccorso, il falegname aveva cessato di vivere verso le 14 all'ospedale di Empoli dove i medici cercavano di compiere il miracolo. Per il nipote dunque, oltre al dolore per la disgrazia, almeno il sollievo della decisione del giudice che lo scagiona da ogni minima responsabilità nella tragedia che era costata la vita allo zio.


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